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A-Letter. Un misto fritto di consigli, app e tecnicismi per gli addetti ai lavori come noi. In realtà dovremmo farle pagare ma siamo troppo buoni quindi niente, moriremo poveri ma felici.

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Recuperare le informazioni rilevanti di settore può essere estenuante. Ci pensa Capitan A-Letter però a risolvere il problema, tenendoti aggiornato con tutte le novità più succulente del mondo e-commerce.

CONTA FINO A TREND

Il nome di per sé è già abbastanza esplicativo.
Qui troverai tutti quei prodotti apparentemente inutili che stanno spopolando sul web e che potrebbero farti svoltare – ma solo se sei rapido e veloce, sennò niente.

E-COMMERCE CHE SPACCA

Siamo pur sempre degli
e-commerce specialist, quindi fra i nostri passatempi preferiti c’è sicuramente lo scrolling sui siti degli altri per capire cosa va e cosa non va.
Gli e-commerce più fighi ce li segniamo e li mettiamo qui.

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di A-Letter.
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In realtà dovremmo farle pagare ma siamo troppo buoni quindi niente, moriremo poveri ma felici.

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E-COMMERCE CHE SPACCA

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e-commerce, direttamente nella tua graziosissima inbox.

Sappiamo benissimo quanto sia impegnativo

selezionare le informazioni che contano in mezzo al marasma di contenuti che popolano il web.

Per non parlare del classicone “Ma sarà una fonte attendibile?”

Da questa esigenza nasce A-Letter, la newsletter
di A-Commerce che entra a gamba tesa nelle vostre caselle di posta elettronica ogni lunedì alle 08:00.

Parleremo di tricks per migliorare le performance delle vostre campagne,  di news 

di settore, di case-study interessantissimi e di
e-commerce che spaccano.

Il tutto in pieno stile A-Commerce
(chi ci conosce, sa).

Anche perché siamo onesti, il lunedì non è mai piaciuto a nessuno, quindi perché non iscriversi
ad A-Letter e renderlo un po’ più piacevole?

Le aspettative sono alte, ma siamo certi che vi piacerà tantissimo, giurin giurello di

Alex & Omar.

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Per non parlare del classicone “Ma sarà una fonte attendibile?”

Da questa esigenza nasce
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Parleremo di tricks per migliorare le performance delle vostre campagne, di news di settore, di case-study interessantissimi e di
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Il tutto in pieno stile
A-Commerce
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Anche perché siamo onesti, il lunedì non è mai piaciuto a nessuno, quindi perché non iscriversi ad A-Letter e renderlo un po’ più piacevole?

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Alex & Omar.

Diamo i numeri

Secondo uno studio condotto da Albus Silente in collaborazione con l’università di Cambridge, leggere A-Letter tutti i lunedì incrementa
del 227% le performance del tuo e-commerce. 

Non ci credi? Fai bene. 

Però sappi che i nostri consigli sono preziosi sul serio. 

Leggere per credere.

Diamo i numeri

Secondo uno studio condotto da Albus Silente in collaborazione con l’università di Cambridge, leggere A-Letter tutti i lunedì incrementa del 227% le performance del tuo e-commerce. 

Non ci credi? Fai bene. 

Però sappi che i nostri consigli sono preziosi sul serio. 

Leggere per credere.

Odiamo gli spoiler,
ma oggi facciamo un’eccezione.


A NATALE PUOI… FARE QUELLO CHE NON PUOI FARE MAI.

Allora stiamo calmi. È il 20 dicembre e ormai i giochi sono fatti.

Domanda 1: secondo te A-Commerce si ferma per le feste o continua a droppare bombette come al solito?

Risposta 1: ASSOLUTAMENTE NO. Anzi, la prossima settimana stiamo preparando un after Christmas niente male, ma non possiamo dirti di più perché ci piace troppo farti venire l’acquolina in bocca quindi resta sintonizzato su questi schermi, non te ne pentirai.

Domanda 2: hai ordinato tutti i regali di Natale o anche quest’anno hai deciso di presentarti a mani vuote perché non hai seguito il nostro consiglio/minaccia di ordinare tutto entro il 17?  Nel primo caso ricordati di inserire l’indirizzo corretto sennò Babbo Natale non sa a chi citofonare.

E adesso, via con gli hot topics della settimana! 

HOT TOPICS

1 – Tips | PERCEZIONE POSITIVA DEL BRAND = CASH
2 – Tips | L’ “ABOVE THE FOLD” NELL’ERA DELLO SCROLL
3 – Conta fino a trend | EFFICIENTI ANCHE IN CUCINA CON IL LAVELLO WORKSTATION
4 – Tips | IL LATO OSCURO (E PERFORMANTE) DELLE SUBSCRIPTION
5 – Tips | SIAMO NOIOSI SE PARLIAMO ANCORA DI KLAVIYO?
6 – Tips | TI RICORDI L’ADDIO AI MONTI DELL’A-LETTER DEL 29/11?
7 – Ecommerce che spacca | BERE IL VINO DALLA BOTTIGLIA NON È MAI STATO COSÌ CHIC

 

1. Percezione positiva del brand = cash.

Anche se vendi un prodotto fighissimo, se non riesci a insinuare nella mente del consumatore una percezione del tuo brand positiva, non vai da nessuna parte. Spiace, ma lo dicono anche i nostri colleghi di Semrush.

La mente umana, infatti, è uno strumento potentissimo e ogni volta che i tuoi clienti si trovano di fronte a una scelta tra la tua azienda e quella di un competitor prendono appunti mentali, consciamente o inconsciamente, su ciò che sanno di ciascuna azienda. Ed è proprio in base a quegli appunti che decidono se acquistare da te o no.

5 step per entrare nella mente del consumatore (e per fargli comprare il tuo prodotto fighissimo):

1. DELINEA IL SEGMENTO E LE ESIGENZE DEI CONSUMATORI: chi sono i clienti ideali per la tua attività e perché? Quali sono i valori fondamentali del tuo mercato di riferimento?

2. IMPOSTA L’ESSENZA DEL BRAND: quali sono i pensieri, i sentimenti e le emozioni generali che le persone provano quando pensano alla tua azienda?

3. EVIDENZIA I VANTAGGI FUNZIONALI ED EMOTIVI DEL BRAND: la chiave è concentrarsi sempre sui clienti e sulla loro visione del tuo marchio.

4. IDENTIFICA LA “RAGIONE PER CREDERE”: perché i consumatori dovrebbero fidarsi dei valori del brand che stai cercando di comunicare?

5. INTEGRA IL POSIZIONAMENTO DEL BRAND NELLA STRATEGIA DI MARKETING COMPLESSIVA: un grande classico insomma.

E tu che percezione hai di A-Commerce? Dai dai che siamo curiosi!

2. L’ “Above the fold” nell’era dello scroll.

Gli inguaribili romantici sicuramente lo sanno: “above the fold” è la metà superiore del giornale in cui è collocata la storia principale. Ma in una landing page, qual è la metà superiore?

Nell’era dello scroll e con la dimensione delle pagine variabile in base al dispositivo, è tosta la distinzione fra “above” e “below”. Piuttosto potremmo parlare di “parte superiore della pagina”, che dici?

E in questa “parte superiore” che ci mettiamo?

 

  • TITOLO CHIARO E ACCATTIVANTE: non devi attirare solo l’attenzione del lettore (basta con ‘sto clickbait dai), ma descrivere chiaramente la tua offerta.
  • SOTTOTITOLO BREVE ED ESPLICATIVO: nel giro di massimo 3 periodi devi riuscire a spiegare il titolo, presentare il tuo prodotto/offerta e invogliare le persone a leggere di più.
  • VISUAL INTRIGANTE: foto, video, gif… fai come ti pare, ma metti in risalto il tuo prodotto/offerta.
  • SOCIAL PROOF: aumentare la credibilità su una landing che spinge il tuo prodotto/offerta è fondamentale, quindi sì a testimonianze, recensioni a 5 stelle e tattiche FOMO.
  • CTA CHIARA E DIRETTA: “Acquista ora” o “Scopri di più” ci hanno un po’ stufato. Prova a prendere in considerazione l’opportunità di evidenziare il tuo tone of voice, superare le obiezioni o evidenziare il valore. Tipo: “Inizia gratis! Nessun deposito richiesto”, “Acquista ora con spedizione gratuita”, “Dormi meglio stanotte”.
 
 

3. Efficienti anche in cucina con il Lavello Workstation.

Fra remote working e algoritmi di sfocatura dello sfondo di Zoom pazzeschi, ormai facciamo videocall anche in pigiama mentre laviamo i piatti e il gatto ci salta addosso. Se però il nostro lavello sembra la centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, non c’è sfondo sfocato che tenga.

Ma visto che l’internet è un posto stupendo, stanno iniziando a spopolare i lavelli workstation.

Sembrano dei normali lavelli, ma in più hanno delle corsie scorrevoli nella parte superiore che ti permettono di aggiungere accessori come taglieri, scolapasta o vassoi.

Minimo sforzo, massimo risultato. E sono anche carinelli.

Facciamo un paio di considerazioni interessanti.

Alcuni consumatori ultimamente tagliano molto di più le verdure. L’interesse online per il tritare, infatti, è in aumento rispetto alla miscelazione, in parte perché alcuni consumatori sono sempre alla ricerca di modi per avere feed da food blogger degni di nota.

E mentre la maggior parte degli acquisti in cucina occupa spazio sul bancone, il lavello workstation aggiunge effettivamente spazio. Se poi consideri il boom degli acquisti di elettrodomestici da cucina durante la pandemia, tutto torna.

I lavelli workstation si collegano anche ai cambiamenti nel modo in cui le persone usano i loro lavandini: la profondità media del lavandino sta aumentando, e con lei anche la tensione alla schiena. Con un lavello del genere, invece, puoi sollevare il marasma che hai sul fondo senza sforzare la schiena mentre lavi i piatti. Bello avere più di 30 anni, eh?

Ti ricordi il webinar firmato IEM “Il dato è tratto” del 17 dicembre?

Beh, se non hai partecipato perché eri impegnato (sei falzah!) puoi rivederlo cliccando qui.

 

4. Il lato oscuro (e performante) delle subscription.

Se finalmente anche tu stai passando al lato oscuro delle subscription, bravo! Unica cosa, ricordati che la creatività è fondamentale, quindi crea un programma di abbonamento super-personalizzato.

Ecco 3 programmi di abbonamento più comuni:

1. PROGRAMMA DI ACQUISTO PERIODICO.
È ideale per prodotti come cibo e cosmetici, ovvero prodotti di consumo che il cliente è solito ordinare periodicamente. Con questo tipo di programma, quindi, riuscirai a ridurre lo sbatti al cliente e avrai incassi periodici assicurati. È un win win! Unica accortezza: spedisci periodicamente e calcola i tempi di rifornimento in base alla durata del prodotto (settimanale, mensile, trimestrale…).

2. PROGRAMMA DI BOX PERSONALIZZATE.
Posto che una query di ricerca per un singolo prodotto può generare più di 200.000 risultati, come fa una persona a decidere cosa comprare? Facile, la aiuti tu, rimuovendo gli attriti attorno al processo di scoperta di nuovi prodotti e selezionando per lei i prodotti migliori. Così facendo, non solo diversificherai gli ordini, ma sembrerai bravissimo a capire le esigenze dei tuoi clienti.

3. PROGRAMMA BASATO SULLE SUBSCRIPTION.
Hai presente Amazon? Ecco, quello. Il cliente paga una somma per accedere a servizi, community, merchandising, anteprime o spedizioni gratis.

Bonus tip: prova a creare un mix tutto tuo basato sul tuo prodotto e sui tuoi clienti.

5. Siamo noiosi se parliamo ancora di Klaviyo?

Specialmente nei periodi più strong come il Q4, può capitare di perdere di vista qualche dettaglio o di scoprire, solitamente nel momento più critico, che la funzionalità che ti serviva in quel preciso momento non performa come ti aspettavi.

Klaviyo, come sempre d’altronde, corre in nostro aiuto. Ecco 3 consigli preziosi che potrebbero risparmiarti più di un grattacapo (se ne vuoi ancora, nel nostro footer supersonico trovi il link per chiederci una consulenza. Siamo simpatici ma anche bravi, eh):

 

  • Quando crei una nuova lista, ricordati che il double optin sarà attivo di default. Se vuoi puoi disattivarlo dalle impostazioni della lista: questo impatterà positivamente sulla tua subscription rate, ma tieni conto che tenerlo attivo è considerato una buona pratica a livello di GDPR.
  • Se imposti un flusso con trigger di attivazione sull’ingresso in un segmento, ricorda che i contatti potranno entrarvi una sola volta. Se desideri impostare un flusso “ad attivazione ripetuta” considera un altro tipo di trigger, ad esempio basato su metriche.
  • Se hai attivato l’integrazione Klaviyo + Shopify, tieni presente che i contatti verranno inseriti nella lista selezionata solo se completano l’acquisto. Se invece si limitano ad inserire il loro indirizzo email nel checkout senza acquistare, verranno comunque sincronizzati all’interno di Klaviyo, ma non verranno assegnati alla lista selezionata.

Scusa ma abbiamo finito lo spazio perché ci siamo dilungati troppo. Stay tuned perché continueremo a parlarne, e questa è una promessa.

Oooooh, ma ti è arrivata la voce che siamo anche su Instagram?

Vatti a spizzare il profilo, le nostre stories sono obiettivamente troppo fighe per non essere viste e commentate.

 

6. Ti ricordi l’addio ai monti dell’A-Letter del 29/11?

Ah no? Lo trovi qui dai.

Comunque, quando un utente non apre le nostre email da più di 60/90 giorni, dovremmo provare a recuperarlo prima di salutarlo per sempre.

Perché non possiamo tenercelo così, un po’ latente?

  • Database sporco e dati falsati.
  • Riduzione del punteggio del nostro dominio e quindi email che verranno inviate con più probabilità in spam o promozioni.
  • Piano di pagamento con costo più alto.

Come aggiriamo il problema?

  1. Analizza i contatti tramite segmenti di pubblico che sfrutterai nell’opzione di ricerca del tool.
  2. Manda una/due email con oggetto molto forte tipo “se non leggi questa mail, addio” oppure “non mi vuoi più bene?” o simili.
  3. Chi aprirà 1 di queste due email verrà inserito nuovamente come ATTIVO, chi non le aprirà sarà ancora INATTIVO.
  4. Esporta tutti i contatti rimasti inattivi in un file csv.
  5. Inseriscili in una custom audience nel Business Manager e prova a fare retargeting per qualche giorno sfruttando angoli di acquisizione interessanti per provare a riattivarli.
  6. Crea un’automazione che faccia tutto questo in automatico ogni 60/90 giorni per avere un database sempre pulito.


Prego!

7. Bere il vino dalla bottiglia non è mai stato così chic.

Usual vende “large glass of real wine, by the bottle”. In pratica delle mini bottigliette di vino che puoi bere a canna come la birra. Figoooooo (e grazie Edoardo Canella per avercelo segnalato!).

Perché ci piace:

  • Comunicazione semplice ed efficace. Schede prodotto pure.
    Stop.

  • Scrollando in home non veniamo bombardati da testi molesti tipo Space Invaders, così siamo più portati a leggere quelle che ci viene proposto.
  • Le immagini del sito hanno sempre lo stesso mood in modo da rendere subito distinguibile brand e sito (questo, però, non implica il fatto che siano state scattate con un unico shooting eh).
  • Ogni sezione della home sembra essere calibrata al millimetro: immagini grandi che spesso occupano il 50% della schermata, titoli in grande per chi non ha sbatti di leggere tutto e paragrafi in piccolo per i più curiosi. Top.

  • Nelle schede prodotto ci sono informazioni precise su tutte le varianti prodotto.
  • L’ “add to cart” è sticky: questo rende molto più facile l’acquisto, soprattutto da mobile.
  • Il carrello esce prepotentemente dall’alto… figo!

Ok, A-Letter finita.
Ma non essere triste, perché ne stiamo già preparando un’altra così piena che più piena non si può (tipo te il 25 sera dopo aver affrontato un cenone e un pranzo di natale coi parenti).

Come sempre, sembriamo un ologramma visto che ti scriviamo da dietro uno schermo, ma in realtà siamo in carne e ossa quindi se ci scrivi ti leggiamo (e soprattutto, rispondiamo) volentieri.

Buon Natale dai vostri babbi natali prefe,

Alex & Omar


A NATALE PUOI… FARE QUELLO CHE NON PUOI FARE MAI.

Allora stiamo calmi. È il 20 dicembre e ormai i giochi sono fatti.

Domanda 1: secondo te A-Commerce si ferma per le feste o continua a droppare bombette come al solito?

Risposta 1: ASSOLUTAMENTE NO. Anzi, la prossima settimana stiamo preparando un after Christmas niente male, ma non possiamo dirti di più perché ci piace troppo farti venire l’acquolina in bocca quindi resta sintonizzato su questi schermi, non te ne pentirai.

Domanda 2: hai ordinato tutti i regali di Natale o anche quest’anno hai deciso di presentarti a mani vuote perché non hai seguito il nostro consiglio/minaccia di ordinare tutto entro il 17?  Nel primo caso ricordati di inserire l’indirizzo corretto sennò Babbo Natale non sa a chi citofonare.



E adesso, via con gli hot topics della settimana! 

HOT TOPICS

1 – Tips | PERCEZIONE POSITIVA DEL BRAND = CASH
2 – Tips | L’ “ABOVE THE FOLD” NELL’ERA DELLO SCROLL
3 – Conta fino a trend | EFFICIENTI ANCHE IN CUCINA CON IL LAVELLO WORKSTATION
4 – Tips | IL LATO OSCURO (E PERFORMANTE) DELLE SUBSCRIPTION
5 – Tips | SIAMO NOIOSI SE PARLIAMO ANCORA DI KLAVIYO?
6 – Tips | TI RICORDI L’ADDIO AI MONTI DELL’A-LETTER DEL 29/11?
7 – Ecommerce che spacca | BERE IL VINO DALLA BOTTIGLIA NON È MAI STATO COSÌ CHIC

 

1. Percezione positiva del brand = cash.

Anche se vendi un prodotto fighissimo, se non riesci a insinuare nella mente del consumatore una percezione del tuo brand positiva, non vai da nessuna parte. Spiace, ma lo dicono anche i nostri colleghi di Semrush.

La mente umana, infatti, è uno strumento potentissimo e ogni volta che i tuoi clienti si trovano di fronte a una scelta tra la tua azienda e quella di un competitor prendono appunti mentali, consciamente o inconsciamente, su ciò che sanno di ciascuna azienda. Ed è proprio in base a quegli appunti che decidono se acquistare da te o no.

5 step per entrare nella mente del consumatore
(e per fargli comprare il tuo prodotto fighissimo):

1. DELINEA IL SEGMENTO E LE ESIGENZE DEI CONSUMATORI: chi sono i clienti ideali per la tua attività e perché? Quali sono i valori fondamentali del tuo mercato di riferimento?

2. IMPOSTA L’ESSENZA DEL BRAND: quali sono i pensieri, i sentimenti e le emozioni generali che le persone provano quando pensano alla tua azienda?

3. EVIDENZIA I VANTAGGI FUNZIONALI ED EMOTIVI DEL BRAND: la chiave è concentrarsi sempre sui clienti e sulla loro visione del tuo marchio.

4. IDENTIFICA LA “RAGIONE PER CREDERE”: perché i consumatori dovrebbero fidarsi dei valori del brand che stai cercando di comunicare?

5. INTEGRA IL POSIZIONAMENTO DEL BRAND NELLA STRATEGIA DI MARKETING COMPLESSIVA: un grande classico insomma.

E tu che percezione hai di A-Commerce? Dai dai che siamo curiosi!

2. L’ “Above the fold” nell’era dello scroll.

Gli inguaribili romantici sicuramente lo sanno: “above the fold” è la metà superiore del giornale in cui è collocata la storia principale. Ma in una landing page, qual è la metà superiore?

Nell’era dello scroll e con la dimensione delle pagine variabile in base al dispositivo, è tosta la distinzione fra “above” e “below”. Piuttosto potremmo parlare di “parte superiore della pagina”, che dici?

E in questa “parte superiore” che ci mettiamo?

 

  • TITOLO CHIARO E ACCATTIVANTE: non devi attirare solo l’attenzione del lettore (basta con ‘sto clickbait dai), ma descrivere chiaramente la tua offerta.
  • SOTTOTITOLO BREVE ED ESPLICATIVO: nel giro di massimo 3 periodi devi riuscire a spiegare il titolo, presentare il tuo prodotto/offerta e invogliare le persone a leggere di più.
  • VISUAL INTRIGANTE: foto, video, gif… fai come ti pare, ma metti in risalto il tuo prodotto/offerta.
  • SOCIAL PROOF: aumentare la credibilità su una landing che spinge il tuo prodotto/offerta è fondamentale, quindi sì a testimonianze, recensioni a 5 stelle e tattiche FOMO.
  • CTA CHIARA E DIRETTA: “Acquista ora” o “Scopri di più” ci hanno un po’ stufato. Prova a prendere in considerazione l’opportunità di evidenziare il tuo tone of voice, superare le obiezioni o evidenziare il valore. Tipo: “Inizia gratis! Nessun deposito richiesto”, “Acquista ora con spedizione gratuita”, “Dormi meglio stanotte”.

3. Efficienti anche in cucina con il Lavello Workstation.

Fra remote working e algoritmi di sfocatura dello sfondo di Zoom pazzeschi, ormai facciamo videocall anche in pigiama mentre laviamo i piatti e il gatto ci salta addosso. Se però il nostro lavello sembra la centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, non c’è sfondo sfocato che tenga.

Ma visto che l’internet è un posto stupendo, stanno iniziando a spopolare i lavelli workstation.

Sembrano dei normali lavelli, ma in più hanno delle corsie scorrevoli nella parte superiore che ti permettono di aggiungere accessori come taglieri, scolapasta o vassoi.

Minimo sforzo, massimo risultato. E sono anche carinelli.

Facciamo un paio di considerazioni interessanti.

Alcuni consumatori ultimamente tagliano molto di più le verdure. L’interesse online per il tritare, infatti, è in aumento rispetto alla miscelazione, in parte perché alcuni consumatori sono sempre alla ricerca di modi per avere feed da food blogger degni di nota.

E mentre la maggior parte degli acquisti in cucina occupa spazio sul bancone, il lavello workstation aggiunge effettivamente spazio. Se poi consideri il boom degli acquisti di elettrodomestici da cucina durante la pandemia, tutto torna.

I lavelli workstation si collegano anche ai cambiamenti nel modo in cui le persone usano i loro lavandini: la profondità media del lavandino sta aumentando, e con lei anche la tensione alla schiena.
Con un lavello del genere, invece, puoi sollevare il marasma che hai sul fondo senza sforzare la schiena mentre lavi i piatti.
Bello avere più di 30 anni, eh?

Ti ricordi il webinar firmato IEM “Il dato è tratto” del 17 dicembre?

Beh, se non hai partecipato perché eri impegnato (sei falzah!) puoi rivederlo cliccando qui.

4. Il lato oscuro (e performante) delle subscription.

Se finalmente anche tu stai passando al lato oscuro delle subscription, bravo! Unica cosa, ricordati che la creatività è fondamentale, quindi crea un programma di abbonamento super-personalizzato.

Ecco 3 programmi di abbonamento più comuni:

1. PROGRAMMA DI ACQUISTO PERIODICO.
È ideale per prodotti come cibo e cosmetici, ovvero prodotti di consumo che il cliente è solito ordinare periodicamente. Con questo tipo di programma, quindi, riuscirai a ridurre lo sbatti al cliente e avrai incassi periodici assicurati. È un win win! Unica accortezza: spedisci periodicamente e calcola i tempi di rifornimento in base alla durata del prodotto (settimanale, mensile, trimestrale…).

2. PROGRAMMA DI BOX PERSONALIZZATE.
Posto che una query di ricerca per un singolo prodotto può generare più di 200.000 risultati, come fa una persona a decidere cosa comprare? Facile, la aiuti tu, rimuovendo gli attriti attorno al processo di scoperta di nuovi prodotti e selezionando per lei i prodotti migliori. Così facendo, non solo diversificherai gli ordini, ma sembrerai bravissimo a capire le esigenze dei tuoi clienti.

3. PROGRAMMA BASATO SULLE SUBSCRIPTION. Hai presente Amazon? Ecco, quello. Il cliente paga una somma per accedere a servizi, community, merchandising, anteprime o spedizioni gratis.

Bonus tip: prova a creare un mix tutto tuo basato sul tuo prodotto e sui tuoi clienti.

5. Siamo noiosi se parliamo ancora di Klaviyo?

Specialmente nei periodi più strong come il Q4, può capitare di perdere di vista qualche dettaglio o di scoprire, solitamente nel momento più critico, che la funzionalità che ti serviva in quel preciso momento non performa come ti aspettavi.

Klaviyo, come sempre d’altronde, corre in nostro aiuto. Ecco 3 consigli preziosi che potrebbero risparmiarti più di un grattacapo (se ne vuoi ancora, nel nostro footer supersonico trovi il link per chiederci una consulenza. Siamo simpatici ma anche bravi, eh):

 

  • Quando crei una nuova lista, ricordati che il double optin sarà attivo di default. Se vuoi puoi disattivarlo dalle impostazioni della lista: questo impatterà positivamente sulla tua subscription rate, ma tieni conto che tenerlo attivo è considerato una buona pratica a livello di GDPR.
  • Se imposti un flusso con trigger di attivazione sull’ingresso in un segmento, ricorda che i contatti potranno entrarvi una sola volta. Se desideri impostare un flusso “ad attivazione ripetuta” considera un altro tipo di trigger, ad esempio basato su metriche.
  • Se hai attivato l’integrazione Klaviyo + Shopify, tieni presente che i contatti verranno inseriti nella lista selezionata solo se completano l’acquisto. Se invece si limitano ad inserire il loro indirizzo email nel checkout senza acquistare, verranno comunque sincronizzati all’interno di Klaviyo, ma non verranno assegnati alla lista selezionata.

Scusa ma abbiamo finito lo spazio perché ci siamo dilungati troppo. Stay tuned perché continueremo a parlarne, e questa è una promessa.

Oooooh, ma ti è arrivata la voce che siamo anche su Instagram?

Vatti a spizzare il profilo, le nostre stories sono obiettivamente troppo fighe per non essere viste e commentate.

 

6. Ti ricordi l’addio ai monti dell’A-Letter del 29/11?

Ah no? Lo trovi qui dai.

Comunque, quando un utente non apre le nostre email da più di 60/90 giorni, dovremmo provare a recuperarlo prima di salutarlo per sempre.

Perché non possiamo tenercelo così, un po’ latente?

  • Database sporco e dati falsati.
  • Riduzione del punteggio del nostro dominio e quindi email che verranno inviate con più probabilità in spam o promozioni.
  • Piano di pagamento con costo più alto.

Come aggiriamo il problema?

  1. Analizza i contatti tramite segmenti di pubblico che sfrutterai nell’opzione di ricerca del tool.
  2. Manda una/due email con oggetto molto forte tipo “se non leggi questa mail, addio” oppure “non mi vuoi più bene?” o simili.
  3. Chi aprirà 1 di queste due email verrà inserito nuovamente come ATTIVO, chi non le aprirà sarà ancora INATTIVO.
  4. Esporta tutti i contatti rimasti inattivi in un file csv.
  5. Inseriscili in una custom audience nel Business Manager e prova a fare retargeting per qualche giorno sfruttando angoli di acquisizione interessanti per provare a riattivarli.
  6. Crea un’automazione che faccia tutto questo in automatico ogni 60/90 giorni per avere un database sempre pulito.


Prego!

7. Bere il vino dalla bottiglia non è mai stato così chic.

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Perché ci piace:

  • Comunicazione semplice ed efficace. Schede prodotto pure. Stop.

  • Scrollando in home non veniamo bombardati da testi molesti tipo Space Invaders, così siamo più portati a leggere quelle che ci viene proposto.
  • Le immagini del sito hanno sempre lo stesso mood in modo da rendere subito distinguibile brand e sito (questo, però, non implica il fatto che siano state scattate con un unico shooting eh).
  • Ogni sezione della home sembra essere calibrata al millimetro: immagini grandi che spesso occupano il 50% della schermata, titoli in grande per chi non ha sbatti di leggere tutto e paragrafi in piccolo per i più curiosi. Top.

  • Nelle schede prodotto ci sono informazioni precise su tutte le varianti prodotto.
  • L’ “add to cart” è sticky: questo rende molto più facile l’acquisto, soprattutto da mobile.
  • Il carrello esce prepotentemente dall’alto… figo!


Ok, A-Letter finita.
Ma non essere triste, perché ne stiamo già preparando un’altra così piena che più piena non si può (tipo te il 25 sera dopo aver affrontato un cenone e un pranzo di natale coi parenti).

Come sempre, sembriamo un ologramma visto che ti scriviamo da dietro uno schermo, ma in realtà siamo in carne e ossa quindi se ci scrivi ti leggiamo (e soprattutto, rispondiamo) volentieri.

Buon Natale dai vostri babbi natali prefe,
Alex & Omar

A NATALE PUOI… FARE QUELLO CHE NON PUOI FARE MAI. Allora stiamo calmi. È il 20 dicembre e ormai i giochi sono fatti. Domanda 1: secondo te A-Commerce si ferma per le feste o continua a droppare bombette come al solito? Risposta 1: ASSOLUTAMENTE NO. Anzi, la prossima settimana stiamo preparando un after Christmas niente male, ma non possiamo dirti di più perché ci piace troppo farti venire l’acquolina in bocca quindi resta sintonizzato su questi schermi, non te ne pentirai. Domanda 2: hai ordinato tutti i regali di Natale o anche quest’anno hai deciso di presentarti a mani vuote perché non hai seguito il nostro consiglio/minaccia di ordinare tutto entro il 17?  Nel primo caso ricordati di inserire l’indirizzo corretto sennò Babbo Natale non sa a chi citofonare. E adesso, via con gli hot topics della settimana!  HOT TOPICS 1 – Tips | PERCEZIONE POSITIVA DEL BRAND = CASH 2 – Tips | L’ “ABOVE THE FOLD” NELL’ERA DELLO SCROLL 3 – Conta fino a trend | EFFICIENTI ANCHE IN CUCINA CON IL LAVELLO WORKSTATION 4 – Tips | IL LATO OSCURO (E PERFORMANTE) DELLE SUBSCRIPTION 5 – Tips | SIAMO NOIOSI SE PARLIAMO ANCORA DI KLAVIYO? 6 – Tips | TI RICORDI L’ADDIO AI MONTI DELL’A-LETTER DEL 29/11? 7 – Ecommerce che spacca | BERE IL VINO DALLA BOTTIGLIA NON È MAI STATO COSÌ CHIC   1. Percezione positiva del brand = cash. Anche se vendi un prodotto fighissimo, se non riesci a insinuare nella mente del consumatore una percezione del tuo brand positiva, non vai da nessuna parte. Spiace, ma lo dicono anche i nostri colleghi di Semrush. La mente umana, infatti, è uno strumento potentissimo e ogni volta che i tuoi clienti si trovano di fronte a una scelta tra la tua azienda e quella di un competitor prendono appunti mentali, consciamente o inconsciamente, su ciò che sanno di ciascuna azienda. Ed è proprio in base a quegli appunti che decidono se acquistare da te o no. 5 step per entrare nella mente del consumatore (e per fargli comprare il tuo prodotto fighissimo): 1. DELINEA IL SEGMENTO E LE ESIGENZE DEI CONSUMATORI: chi sono i clienti ideali per la tua attività e perché? Quali sono i valori fondamentali del tuo mercato di riferimento? 2. IMPOSTA L’ESSENZA DEL BRAND: quali sono i pensieri, i sentimenti e le emozioni generali che le persone provano quando pensano alla tua azienda? 3. EVIDENZIA I VANTAGGI FUNZIONALI ED EMOTIVI DEL BRAND: la chiave è concentrarsi sempre sui clienti e sulla loro visione del tuo marchio. 4. IDENTIFICA LA “RAGIONE PER CREDERE”: perché i consumatori dovrebbero fidarsi dei valori del brand che stai cercando di comunicare? 5. INTEGRA IL POSIZIONAMENTO DEL BRAND NELLA STRATEGIA DI MARKETING COMPLESSIVA: un grande classico insomma. E tu che percezione hai di A-Commerce? Dai dai che siamo curiosi! 2. L’ “Above the fold” nell’era dello scroll. Gli inguaribili romantici sicuramente lo sanno: “above the fold” è la metà superiore del giornale in cui è collocata la storia principale. Ma in una landing page, qual è la metà superiore? Nell’era dello scroll e con la dimensione delle pagine variabile in base al dispositivo, è tosta la distinzione fra “above” e “below”. Piuttosto potremmo parlare di “parte superiore della pagina”, che dici? E in questa “parte superiore” che ci mettiamo?  
  • TITOLO CHIARO E ACCATTIVANTE: non devi attirare solo l’attenzione del lettore (basta con ‘sto clickbait dai), ma descrivere chiaramente la tua offerta.
  • SOTTOTITOLO BREVE ED ESPLICATIVO: nel giro di massimo 3 periodi devi riuscire a spiegare il titolo, presentare il tuo prodotto/offerta e invogliare le persone a leggere di più.
  • VISUAL INTRIGANTE: foto, video, gif… fai come ti pare, ma metti in risalto il tuo prodotto/offerta.
  • SOCIAL PROOF: aumentare la credibilità su una landing che spinge il tuo prodotto/offerta è fondamentale, quindi sì a testimonianze, recensioni a 5 stelle e tattiche FOMO.
  • CTA CHIARA E DIRETTA: “Acquista ora” o “Scopri di più” ci hanno un po’ stufato. Prova a prendere in considerazione l’opportunità di evidenziare il tuo tone of voice, superare le obiezioni o evidenziare il valore. Tipo: “Inizia gratis! Nessun deposito richiesto”, “Acquista ora con spedizione gratuita”, “Dormi meglio stanotte”.
3. Efficienti anche in cucina con il Lavello Workstation. Fra remote working e algoritmi di sfocatura dello sfondo di Zoom pazzeschi, ormai facciamo videocall anche in pigiama mentre laviamo i piatti e il gatto ci salta addosso. Se però il nostro lavello sembra la centrale di Chernobyl dopo l’esplosione, non c’è sfondo sfocato che tenga. Ma visto che l’internet è un posto stupendo, stanno iniziando a spopolare i lavelli workstation. Sembrano dei normali lavelli, ma in più hanno delle corsie scorrevoli nella parte superiore che ti permettono di aggiungere accessori come taglieri, scolapasta o vassoi. Minimo sforzo, massimo risultato. E sono anche carinelli. Facciamo un paio di considerazioni interessanti. Alcuni consumatori ultimamente tagliano molto di più le verdure. L’interesse online per il tritare, infatti, è in aumento rispetto alla miscelazione, in parte perché alcuni consumatori sono sempre alla ricerca di modi per avere feed da food blogger degni di nota. E mentre la maggior parte degli acquisti in cucina occupa spazio sul bancone, il lavello workstation aggiunge effettivamente spazio. Se poi consideri il boom degli acquisti di elettrodomestici da cucina durante la pandemia, tutto torna. I lavelli workstation si collegano anche ai cambiamenti nel modo in cui le persone usano i loro lavandini: la profondità media del lavandino sta aumentando, e con lei anche la tensione alla schiena. Con un lavello del genere, invece, puoi sollevare il marasma che hai sul fondo senza sforzare la schiena mentre lavi i piatti. Bello avere più di 30 anni, eh? Ti ricordi il webinar firmato IEM “Il dato è tratto” del 17 dicembre? Beh, se non hai partecipato perché eri impegnato (sei falzah!) puoi rivederlo cliccando qui. 4. Il lato oscuro (e performante) delle subscription. Se finalmente anche tu stai passando al lato oscuro delle subscription, bravo! Unica cosa, ricordati che la creatività è fondamentale, quindi crea un programma di abbonamento super-personalizzato. Ecco 3 programmi di abbonamento più comuni: 1. PROGRAMMA DI ACQUISTO PERIODICO. È ideale per prodotti come cibo e cosmetici, ovvero prodotti di consumo che il cliente è solito ordinare periodicamente. Con questo tipo di programma, quindi, riuscirai a ridurre lo sbatti al cliente e avrai incassi periodici assicurati. È un win win! Unica accortezza: spedisci periodicamente e calcola i tempi di rifornimento in base alla durata del prodotto (settimanale, mensile, trimestrale…). 2. PROGRAMMA DI BOX PERSONALIZZATE. Posto che una query di ricerca per un singolo prodotto può generare più di 200.000 risultati, come fa una persona a decidere cosa comprare? Facile, la aiuti tu, rimuovendo gli attriti attorno al processo di scoperta di nuovi prodotti e selezionando per lei i prodotti migliori. Così facendo, non solo diversificherai gli ordini, ma sembrerai bravissimo a capire le esigenze dei tuoi clienti. 3. PROGRAMMA BASATO SULLE SUBSCRIPTION. Hai presente Amazon? Ecco, quello. Il cliente paga una somma per accedere a servizi, community, merchandising, anteprime o spedizioni gratis. Bonus tip: prova a creare un mix tutto tuo basato sul tuo prodotto e sui tuoi clienti. 5. Siamo noiosi se parliamo ancora di Klaviyo? Specialmente nei periodi più strong come il Q4, può capitare di perdere di vista qualche dettaglio o di scoprire, solitamente nel momento più critico, che la funzionalità che ti serviva in quel preciso momento non performa come ti aspettavi. Klaviyo, come sempre d’altronde, corre in nostro aiuto. Ecco 3 consigli preziosi che potrebbero risparmiarti più di un grattacapo (se ne vuoi ancora, nel nostro footer supersonico trovi il link per chiederci una consulenza. Siamo simpatici ma anche bravi, eh):  
  • Quando crei una nuova lista, ricordati che il double optin sarà attivo di default. Se vuoi puoi disattivarlo dalle impostazioni della lista: questo impatterà positivamente sulla tua subscription rate, ma tieni conto che tenerlo attivo è considerato una buona pratica a livello di GDPR.
  • Se imposti un flusso con trigger di attivazione sull’ingresso in un segmento, ricorda che i contatti potranno entrarvi una sola volta. Se desideri impostare un flusso “ad attivazione ripetuta” considera un altro tipo di trigger, ad esempio basato su metriche.
  • Se hai attivato l’integrazione Klaviyo + Shopify, tieni presente che i contatti verranno inseriti nella lista selezionata solo se completano l’acquisto. Se invece si limitano ad inserire il loro indirizzo email nel checkout senza acquistare, verranno comunque sincronizzati all’interno di Klaviyo, ma non verranno assegnati alla lista selezionata.
Scusa ma abbiamo finito lo spazio perché ci siamo dilungati troppo. Stay tuned perché continueremo a parlarne, e questa è una promessa. Oooooh, ma ti è arrivata la voce che siamo anche su Instagram? Vatti a spizzare il profilo, le nostre stories sono obiettivamente troppo fighe per non essere viste e commentate.   6. Ti ricordi l’addio ai monti dell’A-Letter del 29/11? Ah no? Lo trovi qui dai. Comunque, quando un utente non apre le nostre email da più di 60/90 giorni, dovremmo provare a recuperarlo prima di salutarlo per sempre. Perché non possiamo tenercelo così, un po’ latente?
  • Database sporco e dati falsati.
  • Riduzione del punteggio del nostro dominio e quindi email che verranno inviate con più probabilità in spam o promozioni.
  • Piano di pagamento con costo più alto.
Come aggiriamo il problema?
  1. Analizza i contatti tramite segmenti di pubblico che sfrutterai nell’opzione di ricerca del tool.
  2. Manda una/due email con oggetto molto forte tipo “se non leggi questa mail, addio” oppure “non mi vuoi più bene?” o simili.
  3. Chi aprirà 1 di queste due email verrà inserito nuovamente come ATTIVO, chi non le aprirà sarà ancora INATTIVO.
  4. Esporta tutti i contatti rimasti inattivi in un file csv.
  5. Inseriscili in una custom audience nel Business Manager e prova a fare retargeting per qualche giorno sfruttando angoli di acquisizione interessanti per provare a riattivarli.
  6. Crea un’automazione che faccia tutto questo in automatico ogni 60/90 giorni per avere un database sempre pulito.
Prego! 7. Bere il vino dalla bottiglia non è mai stato così chic. Usual vende “large glass of real wine, by the bottle”. In pratica delle mini bottigliette di vino che puoi bere a canna come la birra. Figoooooo (e grazie Edoardo Canella per avercelo segnalato!). Perché ci piace:
  • Comunicazione semplice ed efficace. Schede prodotto pure. Stop.
  • Scrollando in home non veniamo bombardati da testi molesti tipo Space Invaders, così siamo più portati a leggere quelle che ci viene proposto.
  • Le immagini del sito hanno sempre lo stesso mood in modo da rendere subito distinguibile brand e sito (questo, però, non implica il fatto che siano state scattate con un unico shooting eh).
  • Ogni sezione della home sembra essere calibrata al millimetro: immagini grandi che spesso occupano il 50% della schermata, titoli in grande per chi non ha sbatti di leggere tutto e paragrafi in piccolo per i più curiosi. Top.
  • Nelle schede prodotto ci sono informazioni precise su tutte le varianti prodotto.
  • L’ “add to cart” è sticky: questo rende molto più facile l’acquisto, soprattutto da mobile.
  • Il carrello esce prepotentemente dall’alto… figo!
Ok, A-Letter finita. Ma non essere triste, perché ne stiamo già preparando un’altra così piena che più piena non si può (tipo te il 25 sera dopo aver affrontato un cenone e un pranzo di natale coi parenti). Come sempre, sembriamo un ologramma visto che ti scriviamo da dietro uno schermo, ma in realtà siamo in carne e ossa quindi se ci scrivi ti leggiamo (e soprattutto, rispondiamo) volentieri. Buon Natale dai vostri babbi natali prefe, Alex & Omar

A-LETTER
secondo gli esperti

Più di 5 mila persone il lunedì mattina si svegliano e leggono A-Letter.
Ad alcuni piace anche, pazzesco.

Più di 5 mila persone il lunedì mattina
si svegliano e leggono A-Letter.
Ad alcuni piace anche, pazzesco.

Hai presente Legolize?

Dai quello che fa i meme che fanno ridere. Il fatto è che anche lui pensa che A-Letter sia fantasmagorica, ecco perché ci regala una vignetta a settimana made with love solo per noi.

Ad esempio:

A-LETTER

Facciamo un recap:

Ti abbiamo convinto?

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